Il metodo Linklater

Kristin Linklater ha rivoluzionato, negli ultimi quarant'anni, l'arte e la tecnica vocale nel teatro. Il Metodo da lei sviluppato parte dal presupposto che ognuno possiede una voce in grado di esprimere l'infinita varietà di emozioni, complessità di stati d'animo e sfumature di pensiero di cui fa esperienza. Questa è la nostra voce naturale, la voce che è in noi "per nascita".

Questa voce tuttavia è nel corso della nostra vita modellata e condizionata da influenze esterne e da scelte personali relative all’immagine che vogliamo dare di noi stessi. Il risultato è la voce che conosciamo, la nostra voce familiare.

La voce che ci è familiare, quella a cui siamo abituati, potrebbe risultare molto limitata nella performance. Perché la nostra voce familiare potrebbe essere in balia delle tensioni accumulate nel corso della vita e aver imparato a mascherare piuttosto che a rivelare i nostri pensieri e i nostri sentimenti, tanto da non essere disponibile alla libera espressione del contenuto di uno “script” (testo teatrale, spartito, discorso…).
A questo punto possiamo scegliere di costruire una voce che ad arte descriva emozioni e pensieri (i nostri o quelli del testo e del personaggio), o riconquistare l’uso della nostra voce naturale per consentire la trasmissione del nostro mondo interiore (delle emozioni e dell’immaginazione) a chi ci ascolta. La voce naturale ci permetterà di rivelare – non descrivere – le sfumature del pensiero e del sentire. Ma sarà soltanto liberando la nostra voce dalle tensioni abitudinarie che potremmo metterla al servizio di una libera comunicazione.

Attraverso una serie di esercizi tesi a liberare, sviluppare, e potenziare la voce naturale, il Metodo Linklater offre una lucida visione del suo funzionamento, sia nel contesto più ampio della comunicazione interpersonale che nell'uso professionale.

"Oggi parlano tutti di liberare e dare libertà; io mi fido solo di Kristin".
PETER BROOK

Breve storia del Metodo Linklater

Negli anni cinquanta del secolo scorso, Kristin Linklater apprese alla London Academy of Music and Drama una progressione di esercizi per lo scioglimento di tensioni inibitorie e l’ampliamento e lo sviluppo dell’espressione vocale, creata da Iris Warren. Negli anni sessanta Linklater si trasferì negli Stati Uniti dove praticò, elaborò e sviluppò (attraverso l’insegnamento, il dialogo con altre discipline e importanti collaborazioni con compagnie teatrali e registi, da Elia Kazan a Joseph Chaikin) quella progressione di base. Dagli anni settanta, in seguito alla pubblicazione del manuale “Freeing the Natural Voice”, quella che ormai si chiamava Tecnica Linklater si diffuse enormemente negli Stati Uniti e ritornò in Europa con altre importanti collaborazioni, prima fra tutte la compagnia di Peter Brook.

Negli anni di collaborazione con compagnia teatrali e di dialogo creativo con altre discipline (dalla Tecnica Alexander alla neuroscienza) l’originaria sequenza di esercizi di voce si è sviluppata anche in una pratica di studio del testo e di esperienze di avvicinamento alla messa in scena. Così il Metodo Linklater offre all’attore (e infine all’intera compagnia teatrale) un percorso che va dal respiro alla voce, dalla voce alla parola e dalla parola al discorso per allargarsi infine a quella tessitura di immagini, parole e azioni che è il “copione” di uno spettacolo teatrale (o qualunque "script"). Al cuore di questo percorso è l’idea di un “io classico”, un sé più grande dell’individuo a cui la vita di tutti i giorni confina l’essere umano, condizionato da inibizioni e abitudini. Dunque l’obiettivo di questo percorso (del Metodo Linklater) è quello di scoprire quella voce individuale, unica e naturale, che al di là di abitudini e consuetudini familiari, riveli questo io più ampio, aperto e disponibile alla metamorfosi, pronto a riorganizzarsi, organicamente, per dar vita a qualsivoglia forma di creatura umana o fantastica.

Gli Esercizi:

La voce dell'attore può essere il più forte elemento attraverso cui la luce di un evento catartico illumini i luoghi oscuri, le storie nascoste o le emozioni represse del pubblico. Per ottenere questa efficacia la voce dell'attore dev'essere radicata in quei tratti neuro-fisiologici del corpo allenati a ricevere e trasmettere impulsi emotivi, immaginazione, psiche e intelletto. In questo modo il corpo vede, ascolta, sente e parla.

Il Metodo propone una dettagliata serie di esercizi che combinano immagini, immaginazione e informazioni tecniche. Chi vorrà apprenderli arriverà a una comprensione della psico-fisiologia della sua voce che darà luogo a un fondamentale ricondizionamento delle sue abituali modalità comunicative.

Gli esercizi si articolano in una struttura dettagliata e accuratamente progettata, che si sviluppa nei seguenti passaggi:

Il corpo:
la spina dorsale, il supporto al respiro naturale.

Il respiro:
liberare il respiro,il ritmo della respirazione involontaria.

Il tocco del suono:
le vibrazioni iniziali.

Espansione delle vibrazioni, liberando il corpo dalle tensioni.

Il canale:
mandibola, lingua, palato molle.

La scala dei risuonatori :
petto, bocca, denti.

Capacita respiratoria:
diaframma, intercostali, pavimento pelvico.

La scala dei risuonatori :
seni paranasali, naso e cranio.

Estensione:
tre o quattro ottave di note parlate.

Articolazione:
gli articolatori modellano la voce in parola.